Piccola creatura cosmica, una mascotte per l’ASI
- Contatti tra i propri mondi -
Finalmente un nuovo articolo.
Sono riuscita a individuare uno slot per scrivere l’articolo e mi sono imposta di metterlo in agenda e di rispettare questo impegno (se non ragiono per blocchi di impegni visualizzabili su agenda non funziono, grazie Google Calendar).
In questo articolo intendo presentare il mio concept di mascotte che avevo proposto per un concorso.
Ho sempre avuto una certa attrazione per le scienze e per il pensiero scientifico.
Questa estate ho deciso di partecipare al concorso per la progettazione di un concept per la prima mascotte per l’ASI.
Appena ho letto l’annuncio non ho esitato a partecipare.
Quando vedo il mondo creativo unirsi con quello scientifico per me è l’estrema fonte di espressione.
Come al solito, nelle prime settimane non riesco a concentrarmi del tutto: procrastino, non mi vengono idee.
Poi si avvicina la scadenza ed è sotto pressione che riesco a buttare giù idee.
La mia proposta non è stata selezionata, ma creare questa mascotte è stato molto stimolante a livello creativo.
Prima di tutto sono partita dai colori del logo: intendevo usarli per la mascotte.
Bianco e due tonalità di blu (uno più scuro e l’altro più chiaro).
I colori li ho prelevati direttamente dal logo per avere la maggior coerenza possibile a livello estetico.
A livello di silhouette mi sono premurata che ci fosse un buon spazio negativo e ho deciso di adottare linee arrotondate per impostare una figura esile ma pur sempre con una certa solidità, atta a comunicare accoglienza e rassicurazione e priva di troppe spigolosità, mantenendo però elementi affilati alle punte dei petali per indicare acume e senso di velocità.
L’espressione che ho deciso di conferirle mantiene ha un filo di continuità con il suo aspetto: esprime accoglienza ma anche meraviglia, curiosità e volontà di esplorazione.
Lo stupore nei confronti delle scoperte che la attendono si può evincere anche dai suoi occhi scintillanti.
«Per quanto riguarda il nome, le opzioni che si sono palesate nella mia mente erano due. Nello specifico:
- Marghe (in riferimento ai petali presenti nel design della mascotte e in omaggio all’astrofisica Margherita Hack);
- Nova, probabilmente più accessibile e diretto.
Alla fine, ho optato per Nova, visto che la mascotte per questa associazione era una novità e anche per ricondurla a un oggetto astronomico: le supernove.
Un piccolo essere dotato di grande energia e slancio verso l’ignoto, come un’irruenta esplosione volta a esplorare lo spazio.
Piccola nota: la creatura è di genere femminile, per evidenziare il ruolo crescente delle donne nelle STEM.
In conclusione, grazie a questa esperienza, ho avuto l'opportunità di creare un contatto tra il mondo del fumetto e dell'illustrazione e quello dello spazio.
Ormai sono consapevole di interpretare l’esperienza reale attraverso due approcci apparentemente opposti, sintesi di una mente troppo razionale per essere un’artista eclettica senza freni e troppo creativa per essere un ingegnere.
Infatti, il fumetto è la quadratura perfetta per me.
Progettare e imbastire mondi che prima non esistevano.
Ah, poi c’è anche la musica, il ritmo, ciò che scandisce il tempo.
Proposte di ascolto:
Vi consiglio l'ascolto tutto Orbit Orbit (e leggere l’omonimo fumetto).
A presto.
Commenti
Posta un commento