Fiere del fumetto: ieri, oggi, domani
- Un percorso in continuo mutamento, come tanti -
Recentemente ho riflettuto su come sia cambiato il mio approccio nei confronti delle fiere del fumetto. In questo articolo ho intenzione di esporre questa mia riflessione. In particolare, vorrei affrontare il mio rapporto con gli eventi: come li vivevo prima di voler entrare nel mondo del fumetto come professionista, come li ho vissuti dopo aver frequentato la scuola di fumetto e come li vivo (o come ho intenzione di viverli) adesso.
Origini
Tali osservazioni sono emerse ascoltando conversazioni altrui sulle proprie esperienze; mi sono resa conto di quanto il mio approccio fosse diventato poco sostenibile e malsano. Per la maggior parte dei visitatori, soprattutto per i "non addetti ai lavori", si tratta di un'esperienza positiva. Era tendenzialmente così anche per me, finché non ho deciso di provare a intraprendere la strada di fumettista a livello professionale.
Dico tendenzialmente perché, già di base, ho un approccio che si discosta dalla maggior parte delle persone che visitano una fiera solitamente per puro bivacco. Nel mio caso non è proprio così. Già giorni prima sottopongo il programma a un attento studio: deve essere tutto organizzato (con itinerari e orari, come sappiamo io funziono solo se c'è struttura, altrimenti è caos totale). Inoltre, molto spesso visito le fiere in solitaria, quindi organizzo il tempo in totale libertà (a scapito della compagnia e della condivisione).
Anche a livello di attività potrei risultare un po' noiosa, visto che sono una di quelle persone che visita le mostre, partecipa agli eventi e, a volte, anche ai workshop. Ecco, non sono una di quelle persone che va per fare le foto ai cosplayer (che ammiro) o per comprare gadget che si trovano anche su internet. Queste attività ho continuato a farle anche in seguito, ma ciò che è cambiato è stato lo stato d'animo.
Dopo il diploma di fumetto
Ad un certo punto le fiere non erano più solo un evento di intrattenimento, ma erano diventate luoghi di possibili opportunità. Tutto veniva filtrato dalla visione di un unico tormento: ottenere un’occasione.
I chiodi fissi erano diventati:
- Il confronto con chi è già affermato.
- Il confronto con chi riesce a vendere anche stampe sgranate.
- Il mancato networking.
Ricordo quanto fossi insoddisfatta quando tornai dal Bologna Nerd Show un paio di anni fa. Mancati contatti, non essere stata abile nel cogliere le opportunità, conversazioni mai nate. Mi è capitato anche di stare "dall'altra parte" e ogni volta penso al sovraccarico, al fatto che avrei dovuto fare X azione in Y contesto (ma la mia mente è troppo concentrata e a volte rielabora il tutto solo dopo ore o giorni).
La cosa frustrante è che le fiere passavano e io non ricevevo chissà quali opportunità, se non qualche sporadica occasione nel 2023. Inoltre, “fiera” significava preparare proposal e portfolio. Da questo punto di vista il 2024 e la prima metà del 2025 sono stati deliranti: ho perso il conto di quante volte ho presentato nuove tavole e nuove storie agli editori, ai concorsi e agli agenti. Ma niente è cambiato. Solo tante energie disperse. Non era un sistema efficiente.
A causa di tutto ciò, ho iniziato a vivere male le fiere, senza nemmeno accorgermene. Non è un caso se l’anno scorso ho visitato solo Lucca Comics. Sarei voluta andare all’ARF!, a Lucca Collezionando e al TCBF, ma il mio cervello si rifiutava. Ed è un peccato.
(In realtà l’anno scorso ho partecipato a un firmacopie che mai avrei immaginato e probabilmente mi è bastato per l’intero anno. Ne ho parlato qui).
Cambio di rotta
In questo 2026 ho deciso di cambiare approccio (e strategia) nei confronti della mia volontà di entrare nel mondo del fumetto. Di conseguenza, ho deciso di dare un taglio a quel loop fatto di rincorse, aspettative disattese e bisogni insoddisfatti. Acquisire nuove competenze in altri ambiti mi sta dando l’opportunità di gestire meglio anche la mia attività artistica e di osservare la mia situazione da una prospettiva diversa.
E direi che il cambio di rotta sta funzionando, visto che avrei voluto visitare l’edizione 2026 del Bologna Nerd Show (che quest’anno cadeva esattamente il giorno del mio compleanno), ma per ragioni di tempistiche e calendari saturi credo che dovrò optare per un esiguo numero di appuntamenti.
Confessioni non richieste: Mi sarebbe piaciuto fare cosplay in questi anni, ma è troppo complesso imbastire il tutto. Resta uno dei miei piccoli rimpianti.
Ho smesso di inseguire le fiere come se fossero l'unica porta d'accesso al mondo del fumetto. Ho iniziato a costruire la mia strada (anche) altrove, e paradossalmente questo mi ha restituito la voglia di frequentarle.
Avete mai provato questa sensazione di pesantezza e frustrazione nei confronti di qualcosa che, un tempo, vi regalava leggerezza e vi ricaricava?
Mi piacerebbe conoscere il vostro punto di vista.
A presto.
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