Il contenitore di vetro - Nuova rubrica "Poeticamente Scorretto"
- Kintsugi e sangue -
Il contenitore di vetro
La brocca è rotta
Status irreversibile
Il puzzle dei pezzi di vetro
non torna
Mani in fermento, scatti convulsi in scomposizione organica
Rebus di carne lacerata
Il sangue sgorga
Il rosso appanna gli occhi
Visione iraconda
Stop!
Chiudi e riapri le palpebre
Convinzione di aver perso la brocca,
ma era solo rotta
Rinata, integra e disfatta
può contenere ciò che è stato desiderabile.
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Introduzione alla nuova rubrica "Poeticamente Scorretto":
Sono settimane, o forse mesi, che ho intenzione di inaugurare questa rubrica.
Capita, nella mia quotidianità, di fare collegamenti che emergono casualmente come un lampo, associando idee anche apparentemente distanti.
Da questo flusso di pensieri capita di imbastire un elaborato scritto dall’aspetto simile a quello di una poesia.
Totalmente scorretta.
Scorretta perché non segue alcuna regola o metrica (sono passati troppi anni dal liceo) ed è frutto di un impeto puramente istintivo.
Queste poesie le elaboro e le scrivo in pochi minuti, smussando progressivamente il tutto da uno stato primordiale a uno “forse” definitivo (di definitivo, per quanto mi riguarda, non esiste niente).
A quel punto prendo carta e penna (o, in maniera più immediata, le note del telefono) e inizio a scrivere questi pensieri concatenati.
La prima poesia che ho deciso di proporre è Il Contenitore di Vetro.
La seconda strofa della poesia risale a una mia frase estemporanea, elaborata ormai più di 10 anni fa per rappresentare la mia condizione dell'epoca:
Il puzzle dei
pezzi di vetro non torna.
Ho intenzione, inoltre, di arricchire la pubblicazione con una illustrazione realizzata da me e concettualmente affine alla proposta poetica.
Questo è tutto, al momento.
Come sempre:
Crea, distruggi e ricrea. Questo è il tropico neurale.
A presto.

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